lunedì 9 aprile 2012

Aldo dice 26x1

          “Un urlo di riscatto liberatorio come quello che esplose alle ore 24 della notte del 24 aprile 1945, in tutta l’Italia del Nord, al tanto atteso messaggio in codice gracchiato dalle radio clandestine Aldo dice 26x1. L’ordine di insurrezione generale. Allora toccava a noi."
Con queste parole, Massimo Ottolenghi, tessera 343 del Comitato di Liberazione Nazionale piemontese, ci ricorda che, anche adesso, 67 anni dopo quel fatidico 25 aprile, tocca di nuovo a noi.
Vi vedo già storcere il naso mentre pensate che il fascismo non esiste più.
Io vi rispondo che esiste, esiste ancora, esiste eccome e proprio in questi ultimi anni sta prendendo sempre più piede.

           I nostalgici e i neofascisti si nascondono bene, forse per la vergogna derivata dall’inconscia consapevolezza di quanto siano pericolosi i disvalori che promuovono, dietro a simboli e slogan rinnovati nella forma ma identici nei contenuti di un tempo. Giocano sull’ambiguità, sull’appropriamento indebito di icone come Che Guevara o Peppino Impastato, reinterpretandole grottescamente per strappare consensi in più da qualche mente confusa e da indottrinare.
Forza Nuova, Casa Pound (Blocco Studentesco), il saluto romano dei sostenitori che hanno accolto Alemanno al Campidoglio, la retorica fortemente xenofoba di partiti come la Lega Nord, l’azione mediatica che in questi anni ci ha creato una sorta di “uomo nero” per adulti e piccini, da sbattere in prima pagina quando stupra, uccide, spaccia, sbandierando la nazionalità prima del reato stesso, quasi come fosse un’aggravante,sono solo alcuni degli esempi tangibili di che cosa sia il fascismo oggi.

           Ma, ahimè, oltre ad essere penetrato ai piani alti della società, è un germe ancora ben presente attorno a noi nella vita di tutti giorni: è nelle parole dei ragazzini che rivendicano con orgoglio “la bonifica delle paludi”, “la costruzione delle scuole” come atti gloriosi del ventennio, è nell’accusare i partigiani di “stupro e violenza” (la stessa Casa Pound l’ha fatto in un volantino diffuso a Parma), è nel cancellare la Resistenza dai percorsi scolastici salvo qualche timido accenno,
è nell’ odio per il diverso in nome del quale, solo dal 2005 al 2008, si sono registrati 262 casi di violenza fascista contro giovani dei centri sociali di sinistra, immigrati, gay e zingari, a cui si aggiungono gli atti vandalici a sedi di partito o monumenti partigiani, è nel non inorridire di fronte alle svastiche disegnate sui muri, è nel condannare chi imbratta la tomba di Mussolini e, paradossalmente, lasciare che ogni anno dei fantocci mascherati da Balilla si rechino a Predappio per ricordare il loro “Duce”.

           Il mio articolo, se così si può chiamare, vuole essere un grido d’allerta per tutti i giovani che, nel mare magnum della politica, non sanno che pesci prendere e che si fanno trascinare dalla corrente demagogicamente più forte e che sembra proporre le soluzioni più facili, senza rendersi conto di quanto sia importante opporsi a modelli di questo genere che promuovono solo e soltanto un ideale xenofobo, nazionalista, autoritario, vuole essere una spinta per tutti a riprendersi la politica, quella vera, secondo la quale si deve “ricominciare dagli ultimi”, come sosteneva Don Milani, ripartendo dalle fondamenta che i partigiani ci hanno costruito con il loro sangue e i loro sogni,
vuole essere un incoraggiamento per tutti quelli che sanno ancora stringere i denti e combattere contro quella che ci fanno passare come normalità, la normalità degli immigrati nei CIE e CPT (altrimenti detti LAGER) e di quelli che muoiono in mare cercando di raggiungere le nostre coste nella totale indifferenza, la normalità della condizione delle carceri dove lo scopo della rieducazione è stato sostituito da un altissimo numero di suicidi e condizione disumane di sovrappopolamento e abusi (ricordiamo che in Italia la TORTURA NON È REATO), la normalità del denaro che trionfa sull’uomo, la normalità delle missioni di pace (altrimenti dette GUERRE),
vuole essere un elogio all’empatia, l’unico valido antidoto contro l’odio che ci possa insegnare a difendere i più deboli senza volere qualcosa in cambio,
vuole ricordare che “La politica è valida solo nella misura in cui tiene conto della persona umana”, come sostiene Don Andrea Gallo, prete partigiano e “angelicamente anarchico”, e che, aggiungo io, ogni forma di fascismo, al contrario, è incompatibile con ogni idea di libertà e di bene comune che non sia soltanto l’intersezione di egoismi individuali.

           Smettiamola di tapparci le orecchie per non voler sentire, smettiamola di camminare con il paraocchi senza mai cambiare punto di vista e senza mai esimerci dal giudicare prima ancora di esserci messi nei panni dell’altro, alziamo finalmente la testa, stringiamo
i pugni per le nostre battaglie, ricordando che, combattere con i mulini a vento, a volte sarà frustrante ma mai doloroso quanto lo è non avere utopie, che volare troppo alto, esponendo pericolosamente le ali di cera al sole, è il rischio che vale la pena correre per uscire dal labirinto degli egoismi e reinventare la realtà.

           Combattere il fascismo oggi, come ieri, significa riprendersi il concetto di uguaglianza, usando, come motore per le nostre azioni, la speranza di un mondo nuovo in cui “la morte e il denaro perderanno i loro magici poteri, e né per fortuna né per sfortuna, la canaglia si trasformerà in virtuoso cavaliere; nessuno sarà considerato eroe o tonto perché fa quel che crede giusto invece di fare ciò che più gli conviene; il mondo non sarà più in guerra contro i poveri, ma contro la povertà, e l’industria militare sarà costretta a dichiararsi in fallimento; il cibo non sarà una mercanzia, né sarà la comunicazione un affare, perché cibo e comunicazione sono diritti umani; nessuno morirà di fame, perché nessuno morirà d’indigestione;
i bambini di strada non saranno trattati come spazzatura, perché non ci saranno bambini di strada; i bambini ricchi non saranno trattati come fossero denaro, perché non ci saranno bambini ricchi; l’educazione non sarà il privilegio di chi può pagarla; la polizia non sarà la maledizione di chi non può comprarla; la giustizia e la libertà, gemelli siamesi condannati alla separazione, torneranno a congiungersi, ben aderenti, schiena contro schiena” [E.Galeano]


Ruggiti - Letizia_e_rivoluzione

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